Padre nostro, in versione inbook

Padre nostro, versione inbook

Il significato più alto di Chiesa è quello di comunità in cui le persone, insieme, riconoscono la bellezza del dono ricevuto, la vita, l'amore, la conoscenza. E come risposta a questo dono sentono l'intima necessità di donare a loro volta, in termini di parola, di azioni, di memoria.

Questo desiderio si è disegnato in Cinzia, madre di Pietro, giovane con disabilità intellettiva, come determinazione a consegnargli un dono, per lei di grande importanza, la preghiera che Gesù di Nazareth ha proposto ai suoi discepoli. L'unica. Il Padre nostro.

Una preghiera che si rivolge a tutti, che non a caso interroga anche chi non si riconosce nella dimensione religiosa, come accade a Simone Weil, che ne parla nella sua conversazione con il giovane sacerdote cattolico Perrin, fermandosi su ciascuna frase, perchè la ripetizione di una formula imparata nell'infanzia potesse riaffacciarsi alla consapevolezza dell'adulto, che ne riscopriva la profondità.

Analogamente Cinzia parte dalle singole frasi del Padre nostro, e dalle illustrazioni che trova nell'Evangeliario, a cura di don Giuseppe, parroco bergamasco. Sì, quelle illustrazioni sono proprio quelle che possono accompagnare la preghiera, in una veste accessibile, tradotta in simboli. Con un testo che accompagni la scoperta della profondità e della bellezza di quelle parole, perchè arrivino a Pietro, non come formula, ma come parola piena, dono prezioso. Cultura a cui appartiene e apparteniamo.

Ma trovare le parole per accompagnare quelle frasi della preghiera è difficile. Ognuna sembra inadeguata. Il rischio di spiegare troppo, di esortare, di relegare a una dimensione puramente religiosa è sempre presente. È necessario asportare, sottrarre, portare all'essenziale e questa ricerca ha bisogno di diventare dialogo. Riesce nel confronto con un'altra persona, come Cinzia e Giuliana ci raccontano in questo loro testo.

Nel testo del Padre nostro viene considerata la nuova versione che sostituisce "non indurci in tentazione" con quanto proposto da papa Francesco "non abbandonarci alla tentazione".

Anche il confronto con la traduzione in simboli è una sfida. Il modello inbook che punta su una forte rappresentazione linguistica offre una base solida a cui appoggiarsi. Tutta l'elaborazione nell'attenzione al significato e agli aspetti morfosintattici della lingua, prodotta anche questa all'interno di un confronto allargato, concepito nel Csca e poi consegnato al Centro studi inbook, risulta supporto prezioso. Ma è necessario soffermarsi sulla traduzione anche di singoli concetti, come il tu, a cui Gesù si riferisce, parlando al padre. Ricerca che si consegna a chi legge in forma di eco e di dialogo, che invita a soffermarsi. Stare davanti al mistero dell'altro.

Il libro è finito e viene stampato in poche copie. Per Pietro e per pochi amici, per condivisione.

Pietro riceve il dono, partecipa al dialogo con Giuliana in cui si parla del libro, che diventa suo. Lo mette nella sua libreria, lo riprende sul suo comodino, alternandolo con altri.

Nelle letture e nelle condivisioni che seguono emerge la possibile potenzialità di questo libretto per parlare di partecipazione alla cultura della persone con disabilità intellettiva, per parlare di comunicazione aumentativa, anche a mondi che queste cose non conoscono.

E allora all'interno del progetto Supporto nelle gravi disabilità comunicative in età evolutiva del Csca si decide di promuoverne la diffusione. Il libretto viene donato a interlocutori appartenenti a mondi diversi, una copia anche a papa Francesco.

Avvenire esce con un suo articolo che presenta il libretto e altri blog e organi di comunicazione rilanciano.

Il libretto ha ormai una vita sua, forse ne verrà pubblicata una versione editoriale.

Questo è ciò che speriamo.

 

Qui potete leggere un estratto del Padre nostro.

Rassegna stampa:

articolo su Avvenire, di Luciano Moia

articolo su Sant'Alessandro, blog della diocesi di Bergamo, di Alberto Varinelli

 

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