Effettuare un colloquio o altre attività cliniche per via telematica presenta delle complessità specifiche. Richiede agli operatori, ai bambini e ai ragazzi a cui ci rivolgiamo e ai familiari un’attenzione diversa e alla quale forse ciascuno non è abituato. Può essere difficile condividere informazioni anche di carattere molto individuale e privato in una forma inconsueta come in un colloquio in remoto, mentre siamo abituati a farlo guardandoci e scambiando dubbi, perplessità, empatia attraverso la mimica del volto o un sorriso. Agli operatori vengono a mancare molte informazioni legate alla relazione diretta con l’altro e devono imparare a concentrarsi su altre informazioni e ad approfondire gli aspetti salienti in modo molto più esplicito del solito; le famiglie si trovano a doversi districare tra figli, smart working, nuove organizzazioni di tempo e spazio, presenza di altri intorno a loro durante il colloquio, tutti elementi che diventano grandi distrattori mentre parlano con noi.
Vi è così il rischio di perdere informazioni importanti e non riuscire ad evidenziare correttamente bisogni e aspettative e definire obiettivi e scadenze adeguate per mantenere l’attenzione su ciascuna situazione e per la modulazione degli interventi in remoto.
Può accadere che le famiglie rispondano inizialmente con un semplice “Tutto bene”, al nostro “come va?”. Può accadere che siano confuse, spaventate e non abbiano idea di come potremmo aiutarle, che siano sature di contatti telematici. È difficile fare pensieri o anche solo trovare le parole per esprimere un bisogno.
Molte persone hanno già affrontato ricoveri o morti dei loro cari, e vivono in un costante stato di sospensione rispetto all’oggi e al domani. Tempo e spazio perdono senso, e c’è bisogno di essere accompagnati a cogliere la necessità di una organizzazione interna ed esterna, nonostante tutto.
I punti toccati nel colloquio possono accompagnare i genitori a riorganizzare l’attenzione sugli eventi, ad avere maggiore consapevolezza (soprattutto delle strategie efficaci che stanno già attuando), a identificare aree di bisogno o aspetti su cui riflettere, a immaginare eventi e possibili soluzioni.
Come sempre, il colloquio sarà da adattare alla specifica famiglia, andrà modulato durante lo stesso svolgimento ed eventualmente distribuito in più colloqui, se si ritiene necessario. Particolarmente importante è valorizzare le strategie adattive e di resilienza attuate da genitori e ragazzi, e la fatica che questo periodo per tutti comporta.
L’esplorazione delle informazioni essenziali, il loro monitoraggio e il supporto alle famiglie nell’identificare elementi importanti, dovrà avvenire trasversalmente a tutte le attività in corso (riabilitative, educative, psicologiche, neuropsichiatriche) e non solo nell’ambito di colloqui specifici di monitoraggio. Al fine di rimodulare gli interventi, andranno raccolti ed esplorati in modo specifico gli aspetti clinici correlati al disturbo neuropsichiatrico del bambino o del ragazzo e le sue modalità di reagire alla nuova situazione.
Alcune informazioni andranno raccolte solo o soprattutto nel primo contatto telematico, altre andranno toccate solo in un secondo momento e/o mantenute in osservazione nel tempo, in modo empatico e non strutturato (non necessariamente nell’ordine presentato):
- Benessere generale e informazioni di salute (incluso informazioni correlate a COVID)
- Valutazione delle conoscenze delle procedure correlate a COVID
- Situazione abitativa, lavorativa e organizzativa di tutto il nucleo familiare
- Valutazione globale e specifica del bambino o del ragazzo
- Attività della UONPIA in corso di emergenza COVID 19, chiusura del colloquio e programmazione di successivo appuntamento
1. BENESSERE GENERALE, E INFORMAZIONI DI SALUTE
Benessere generale e salute
- come vanno le cose in generale e come si sentono loro e i loro conviventi
- chiedere se sospettano o presentano sintomi COVID (se qui dovesse emergere che COVID ha toccato un convivente e/o qualcuno di vicino, o se ci sono addirittura conviventi in quarantena, modificare immediatamente la struttura del colloquio)
- se ci sono stati lutti COVID e non COVID in questo periodo
- quali sono state le reazioni di ogni componente della famiglia
2. VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE DELLE PROCEDURE CORRELATE A COVID E SUPPORTO ATTIVO ALLA LORO ACQUISIZIONE
- (primo colloquio) approfondimento del livello di consapevolezza e conseguente intervento psicoeducativo relativamente alle procedure igieniche di base e della funzione di ciascuna di esse: lavare le mani, pulizia delle superfici, arieggiare, presenza di mascherine e/o guanti, conoscenza dell’uso appropriato di mascherine e/o guanti e possibili rischi connessi al loro uso
- (primo colloquio) approfondimento del livello di consapevolezza e conseguente intervento psicoeducativo relativamente alle procedure da attuare in caso un convivente abbia avuto contatti con persone positive a SARS-CoV2 o presenti sintomi suggestivi di COVID o sia effettivamente positivo al virus (come proteggere sé e gli altri, come gestire l’isolamento anche alla luce delle specificità del disturbo da cui è affetto il bambino o il ragazzo, della logistica e della struttura familiare, come gestire alimentazione, stoviglie, biancheria ecc e perché, cosa tenere controllato, con quali tempi, chi chiamare, se è pronta una borsa per un eventuale ricovero con il cellulare e caricabatteria, una lista dei numeri di telefono di parenti, e poche altre cose di necessità personale)
- (al primo colloquio solo se emerge il bisogno) che ipotesi hanno fatto sulla collocazione dei figli in caso di ricovero, se sono al corrente dell’esistenza di strutture dove possono essere ospitati i bambini e i ragazzi in caso di malattia dei genitori
3. SITUAZIONE ABITATIVA, CONDIZIONE LAVORATIVA E ORGANIZZATIVA
È importante informare esplicitamente che alcune delle domande potrebbero sembrare personali e a volte invadenti, ma che hanno l’obiettivo di indagare aspetti specifici della situazione necessari per poter proporre al meglio gli interventi e il supporto che andremo a costruire insieme.
Le domande non vanno considerate come un apriori per “definire la soluzione”, ma come possibili elementi la cui conoscenza diventa necessaria, proseguendo nel dialogo. A questo riguardo può essere utile la strategia del leggere questo elenco per avere in mente i temi essenziali, ma di metterlo da parte mentre il colloquio è in corso per non correre il rischio di seguire linearmente le domande trasformando il colloquio in un interrogatorio.
Il segnale principale per il genitore che riceve la chiamata dovrebbe essere quello dell’alleanza fra pari, anche se in ruoli diversi. Sono attenzioni che fanno parte della professionalità degli operatori, perdonate se lo ripetiamo qui è solo per ricordarcelo reciprocamente.
Conviventi (nel primo contatto)
- quante persone conviventi ci sono
- tra i conviventi, ci sono altri bambini o adolescenti, a noi non noti, con disturbi neuropsichici o con malattie croniche o altre persone per cui è necessaria assistenza o sono a maggior rischio (anziani)
Situazione logistica e abitativa (nel primo contatto):
- in che contesto abitano (appartamento, piccolo condominio, grande condomino, villetta)
- quanti locali conta la casa e quanto è grande
- quanti servizi igienici (se esiste una stanza con un bagno dedicato -in caso fosse necessario isolare qualcuno, o che alternative mettere in atto-, se i servizi sono all’interno della casa o all’esterno)
- se esistono stanze o parti della casa in cui sia possibile, magari a turno, isolarsi per lavorare, studiare, giocare, rilassarsi o anche solo avere un momento di privacy (proteggere i figli dai discorsi dei grandi, per gestire il colloquio stesso o permettere ai ragazzi i loro incontri virtuali, se ci sono finestre, balconi, terrazze e terrazzini o giardinetti, orti/campi anche in condivisione, ma di pertinenza
- se hanno tablet o pc sufficienti per le necessità di connessione di tutti i componenti della famiglia
- se hanno il telefono fisso o cellulari e se sono smartphone, utilizzabili per video chiamate o per utilizzo di piattaforme
Lavoro/situazione economica (nel primo contatto, ma alcuni aspetti possono modificarsi e vanno ripresi e monitorati nel tempo)
- se i genitori sono a casa o devono andare al lavoro
- se devono comunque andare al lavoro, come/quanto/dove.
- se e come sono organizzati per la gestione dei ragazzi
- se sono a casa in smart working
- Se l’interruzione del lavoro sta determinando conseguenze economiche (hanno perso il lavoro, non sono pagati, sono in CIG ecc)
- Come si sono organizzati/pensano di organizzarsi su questo? (molto importante per capire se e come attivare supporti)
Organizzazione del tempo e Agenda
- Se esiste un’organizzazione strutturata del tempo per tutti
- Se l’organizzazione del tempo permette ai genitori di lavorare se in lavoro a distanza e di gestire la casa e ai ragazzi di organizzare lo studio, eventuali terapie, il tempo libero
- Se esiste un tempo strutturato per l’attività motoria e di rilassamento o per i giochi condivisi e la lettura
- Se esiste un tempo strutturato per le telefonate al genitore assente, ai nonni, ad amici, a parenti
- Se in casa ci sono ruoli e compiti per ciascuno
- Se si è strutturata una solidarietà e/o comportamenti di auto-mutuo-aiuto tra fratelli e verso i genitori
4. VALUTAZIONE GLOBALE E SPECIFICA DEL BAMBINO O DEL RAGAZZO
Comunicazione, emozioni e relazioni (conflittualità)
- se hanno avuto modo di parlare tra loro e con i figli, in modo differente a seconda delle età, di quanto sta accadendo
- che emozioni sono circolate, come hanno reagito i figli e che comprensione degli eventi hanno avuto
- se ritornano ogni tanto sull’argomento per dare modo ai ragazzi di condividere emozioni e preoccupazioni e per capire se ci sono cambiamenti nel modo di reagire dei figli alla situazione attuale
- se ciascun membro della famiglia riesce a comunicare con amici, parenti
- quanto tempo dedicano a raccogliere informazioni, e con quale modalità
- riprendere e approfondire come va la vita insieme, magari in sovraffollamento
- se ci sono conflittualità specifiche tra genitori o tra figli e genitori, o tra fratelli
- se ci sono situazioni specifiche che sembrano scatenare con maggiore facilità una conflittualità o comportamenti problema
- se l’assenza di contatti fuori dal contesto familiare, rappresenta o potrebbe rappresentare, una difficoltà di gestione
Ritmo sonno-veglia, alimentazione e cura di sé (igiene e abbigliamento)
- monitorare la regolarità del ritmo sonno-veglia, dell’alimentazione e delle autonomie personali in relazione al grado di sviluppo
- qualora alcuni di questi elementi risultassero alterati, dare informazioni su quale potrebbe essere il significato di una loro alterazione e indicazioni e consigli pratici su come promuovere “gradualmente” il miglioramento dei singoli aspetti, e concedersi maggiore flessibilità e tolleranza
- verificare che le alterazioni emerse rispetto ai cicli fisiologici e alle autonomie dei bambini e dei ragazzi non dipendano da ritmi familiari anch’essi modificati
Scuola, funzionamento sociale, attività fisica e di gioco
- monitorare le modalità in atto della scuola a distanza per i bambini e ragazzi che la stanno seguendo e la loro risposta a queste modalità
- monitorare la necessità di effettuare colloqui con i coordinatori e i referenti scolastici per verificare le modalità o concordarne di differenti, se emergesse che quelle attuali non sono adeguate ai bisogni dei bambini o ragazzi. Seguire le lezioni e fare i compiti in modalità online può essere decisamente più faticoso che in classe (4 ore di lezione online possono pesare come 8)
- monitorare qualità e frequenza delle relazioni sociali dei bambini e ragazzi in base al grado di sviluppo e alle possibilità di accesso a internet e social
- monitorare e promuovere attività fisica in ambito domestico, meglio se condivisa con adulti
- Promuovere e consigliare momenti di gioco, sia da soli che condivisi con gli altri membri della famiglia, in base all’età e al livello di sviluppo
Sintomi di interesse NPIA e psicopatologico
- Valutazione dell’attuale quadro clinico rispetto a quello precedente l’emergenza
- Valutazione della comparsa di nuovi sintomi o di comportamenti problema
- Attenta valutazione del rischio di emergenza neurologica e psichiatrica, della necessità di accesso in presenza o di accesso al pronto soccorso
- Verificare se necessario o utile effettuare certificazione per brevi uscite in accordo con la vigente normativa
Farmaci e altre terapie o interventi in corso
- fare un punto sugli eventuali farmaci in uso
- verificare che più di un genitore o comunque adulto sia a conoscenza della gestione e delle modalità di somministrazione
- verificare se sono stati presi accordi con il pediatra o il medico di base per la prescrizione dei farmaci con ricetta dematerializzata
- verificare se hanno provveduto ad avere una piccola scorta (evitando gli eccessi) dei farmaci fondamentali, in caso di difficoltà nel rifornimento degli stessi da parte delle farmacie
- verificare l’appropriatezza attuale della terapia psicofarmacologica in corso
- verificare l’andamento degli interventi in corso, sia attraverso la UONPIA che effettuati all’esterno anche privatamente. Se mantenuti, modificati con modalità telematica o interrotti.
5. ATTIVITA’ DELLA UONPIA IN CORSO DI EMERGENZA COVID 19, CONCLUSIONE DEL COLLOQUIO E PROGRAMMAZIONE DI SUCCESSIVO APPUNTAMENTO
(Spiegazione di come andremo a riorganizzare insieme le attività)
- informare i genitori di come il servizio sta gestendo la presa in carico (es. da remoto, interruzione o modifica di alcune attività, mantenimento delle visite in sede per interventi urgenti, etc.)
- informare i genitori che attraverso i colloqui da remoto potremmo rivedere e concordare insieme delle modifiche all’attuale percorso di cura in base a nuovi bisogni o priorità, eventualmente anche identificando nuove modalità o risorse, ove possibile e necessario.
- Dare al genitore, se non li ha o se sono cambiati, i riferimenti telefonici o mail degli operatori a lui noti o di cui potrebbe avere bisogno, e comunque lasciare un recapito telefonico cui possano rivolgersi in caso di necessità
(Chiusura del colloquio e programmazione)
- fare una sintesi delle cose importanti che sono state toccate
- condividere una lista delle priorità tra tutti i bisogni emersi
- condividere degli obiettivi a breve e medio termine, da monitorare nei contatti successivi
- fissare data e ora dell’intervento successivo, fondamentale per dare il senso di continuità
- prestare attenzione alle richieste e ai bisogni portati, preservando in quale misura vogliono o possono essere partecipi
- evidenziare, sottolineare e condividere validandoli non solo i bisogni ma, soprattutto, i punti di forza e le strategie trovate dallo stesso genitore e dai bambini e ragazzi, nonostante l’assenza di altre figure e luoghi di norma presenti a supporto “diretto” logistico ed emotivo
- valutare se proporre la possibilità di un aggiornamento settimanale via mail da parte del genitore, che potrebbe consentire di ripensare con calma agli eventi, ai contenuti condivisi, agli elementi di maggior rilievo, alle priorità e di ritagliarsi un momento di riflessione
- proporre di condividere materiale prodotto dalla UONPIA trasversale e utile per tutti e/o specifico in base ai bisogni emersi o alle caratteristiche del bambino o ragazzo e/o dare indicazioni su siti dove reperire materiale utile e validato
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