Voi la conoscete la ricetta del coraggio? No??? Non preoccupatevi… ve la racconta Olivia che, riportando le parole della sua mamma e del suo papà, ci insegna come si può fare quando succede qualcosa che ci fa molta paura. La ricetta sembra semplice, ma non fatevi ingannare: non lo è affatto! Si tratta di prendere la paura per le corna e mescolarla con tanta fiducia..ma non solo: dalla storia di Olivia capiremo che serve anche amore, amicizia, alcune regole che ci guidano e un po’ di speranza, da cuocere a fuoco lento mentre si sorseggia una camomilla.
L’aquilone di Olivia
Olivia stanotte proprio non vuole dormire,
un grande aquilone si mette a costruire
per farlo volare fin da mamma in ospedale:
è un portafortuna colorato e originale.
Ieri, al telefono con Petra, amica del cuore:
“Mia mamma è infermiera, mio padre dottore!
Indossano tute da acchiappa-fantasmi ogni giorno
io aspetto con mia sorella grande il loro ritorno.
Gli ho chiesto: “Ma questo virus non vi fa paura?”
“Un po’, ma dei malati bisogna avere cura.
Olivia sai come si costruisce il coraggio?
Con molta fiducia e di paura solo un assaggio”.
Petra mi ascoltava in silenzio e con attenzione:
“Dobbiamo fare una semplice addizione:
se tutti indossiamo le mascherine e teniamo le distanze
per strada sentiremo passare meno ambulanze,
così avremo molti malati in meno da curare
e più persone guarite che a casa potranno tornare!”
“Petra sai, non sono brava in matematica,
ma questa teoria mi pare molto pratica.
Da grande potresti lavorare in politica, al governo!
Fare le leggi come il mio nonno paterno!”
Olivia quella notte si è tanto spaventata:
non sapeva che la sua mamma fosse malata.
Da qualche giorno non andava al lavoro,
aveva preparato la pizza al pomodoro,
poi le è venuta la febbre, la tosse era fastidiosa,
è finita in ospedale, Olivia ora è molto nervosa
papà le dice che per il momento non la si può sentire,
la bambina è triste e fa fatica a dormire.
Papà le ha parlato, sa che è preoccupata:
“Olli, come stai? Ti vedo molto agitata…”
“Il mio cuore è così pieno di emozioni
che vanno sparse in tutte le direzioni.
C’è la paura di non rivedere mamma,
nel petto si accende come una fiamma.
Ho già nostalgia della sua voce,
e rabbia, come una tigre feroce.
Mi fa arrabbiare che torni al lavoro!
Rimani con noi, ti imploro!”
Il papà la stringe forte e le fa una carezza:
“Com’è difficile sopportare tutta questa incertezza!
Ma io rimango qui finché non sei tranquilla,
stiamo insieme e ci prepariamo una camomilla.
Sai che mamma non ha nessuna intenzione di abbandonarci,
per questo si fa curare, per tornare ad abbracciarci.
E’ importante che con lei ci siano dei medici:
sono bravi come il tuo papà, credici!
Se alla tua mamma vuoi dire qualcosa
le mandiamo subito la tua lettera affettuosa.
Olli, ricordi la ricetta del coraggio?”
“Sì papà: molta fiducia e di paura solo un assaggio”
“Abbiamo paura quando è lontana una persona a cui vogliamo bene,
ma abbiamo anche la fiducia di poter stare ancora insieme.
Della tua mamma la voce non puoi sentire
ma lei ti pensa, anche quando vai a dormire”.
Olivia sbadiglia, forse ora vuole dormire.
Il suo aquilone colorato ha provato a spedire:
lo ha affidato al vento, alla notte, alle stelle
che è di tutti i bambini che hanno mamme così belle.
di Nisia Cosenza
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